Infiammazioni croniche: postbiotici l'ultima frontiera per curarle

Molte delle molecole funzionali attive sul nostro sistema immunitario si ottengono dalla fermentazione degli alimenti ingeriti, operata dai batteri intestinali. In anni recenti l'uso di probiotici e simbionti anche nell'industria alimentare come supplementi per bilanciare la dieta e migliorare l'omeostasi intestinale è stato un ambito di ricerca e di applicazione molto florido. 

Ma la ricerca scientifica non ha mai smesso di studiare e approfondire i meccanismi di interazione fra i microrganismi benefici e le funzioni immunitarie nell'ospite. Fino all'osservazione degli effetti di alcune molecole funzionali derivanti dalla fermentazione di matrici alimentari da parte di batteri probiotici, dette appunto postbiotici. Queste sono state studiate in seguito come alternative per applicazioni cliniche, in particolare nelle infiammazioni croniche come l'IBS, come già riportava Maria Rescigno, docente ordinario di Patologia Generale all'Humanitas di Milano, in un articolo del 2013 (Tsilingiri K, Rescigno M. Benef Microbes. 2013 Mar 1;4(1):101-7).

Oltrepassare il passaggio di fermentazione intestinale, farlo avvenire in condizioni controllate al di fuori dell'organismo con microrganismi, su substrati prescelti è stato l'oggetto di un filone di approfondimento che ha portato ad una miglior comprensione degli effetti dei postbiotici. Dopo i prebiotici e i probiotici, i post biotici rappresentano l'ultimo traguardo dell'approccio alimentare funzionale nel campo del microbioma e microbiota intestinale. Gli alimenti vengono fatti fermentare con microrganismi, anche probiotici, che, a seconda della tipologia, possono generare una serie di sostanze con proprietà diverse. Il batterio fermentante viene quindi inattivato al calore eliminando così gli effetti collaterali da fronteggiare nel caso di somministrazione diretta (critici in alcune condizioni particolari, soprattutto nei bambini).

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24/05/2019 11:00 am